Informazioni personali

Fano, PU, Italy
Veronica Chessa nasce a Orbetello nel 1975. Nel 1992 si diploma presso il Liceo Artistico di Grosseto, prosegue gli studi laureandosi all’Accademia di belle Arti di Firenze (sezione pittura) con una tesi in Estetica dal titolo “Nitrato d’Argento: il pubblico e il cinema” Nel 2004 si trasferisce a Fano, dove attualmente vive e lavora. La ricerca artistica di Veronica si compie principalmente attraverso la pittura e la grafica, che negli anni anziché volgere alla sottrazione, si arricchisce di particolari fino a rendere la minuzia descrittiva quasi maniacale. Gli ultimi lavori si avvalgono del collage digitale dove il mix tra mondo fotografato e segno pittorico completano l’immagine, rafforzandone l’accostamento alla sfera del surreale.

22 giugno 2016

ERMELLINO SINTETICO STORY 2015


testo introduttivo a cura di Sara Filippi

Ci sono due storie in questa mostra, da queste ne nascono altre due, poi dieci, poi venti, poi cinquanta e poi ancora ce ne saranno, chissà quante.
La prima storia racconta di Leonardo di ser Piero da Vinci che a Milano per Ludovico il Moro dipinge il ritratto di una bellissima e fiera giovane donna destinata a diventare nel tempo, icona, senza confronti ne paragoni.
La seconda storia è quella di Veronica Chessa. Veronica è una “pintora” di principesse ed è l’unica che conosco; l’unica che riesce sempre a creare quell’atmosfera poco descrivibile a parole, di poesia, mistero e raffinatezza.
La sua
Dama con l’ermellino è allo stesso tempo diversa e uguale a quella di Leonardo. È uguale in personalità: fiera, altezzosa, misteriosa. È diversa perché è/sono tante, perché può e riesce a trasformarsi, moltiplicarsi addirittura.
Per Veronica la trasformazione è moderna, anzi contemporanea, si avvicina a quel che fanno certi artisti che modificano il proprio corpo, che parlano di alterazione, di contaminazione e di mutazioni genetiche, di natura sovvertita e della presunzione di romperne gli equilibri. Per noi che guardiamo, la trasformazione è un gioco, è lo stimolo a immaginare una variante che non c’è. È il piacere di scegliere la propria versione preferita, è la curiosità di riconoscere un dettaglio, un rimando, una citazione: la Venere di Botticelli, un animale che forse è un segno zodiacale, corvi che si nutrono di frutta oppure uno sfondo che brulica di uccellini rossi.
Per godere di questa mostra dovete solo avere uno spirito curioso e se non l’avete per natura, lasciate che siano tutti gli infiniti dettagli di questi lavori a stimolarvi. Trovate la vostra traduzione preferita, la più bella, la più ambigua, quella che vi ricorda qualcuno o qualcosa…
sarà la scoperta di tutte le storie, sarà la scoperta di un mondo del tutto nuovo.
E alla fine, saprete come dipinge una “pintora” di principesse.










Nessun commento:

Posta un commento